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FORAGGI DI QUALITÀ: INCONTRO TECNICO

Ha registrato una grande partecipazione di addetti del settore l’incontro tecnico organizzato da Zoo Assets la scorsa settimana, sul tema “Foraggi di qualità: produzione e conservazione”.

L’azienda ospite

Siamo stati ospitati presso un allevamento di eccellenza della zona del bolognese, la Soc. Agr. Brintazzoli a Castel Guelfo (BO).

Una realtà storica, in cui, attualmente, si allevano 530 bovini di cui 240 in lattazione; il latte prodotto viene conferito a 4 caseifici della zona per la produzione di squacquerone DOP. L’azienda coltiva 75 ettari di terreno di proprietà destinati alla produzione di alimenti, quali frumento, sorgo, mais ed erba medica, per l’alimentazione del bestiame.

L’incontro tecnico

L’argomento centrale dell’incontro erano i foraggi, partendo dal concetto base di qualità degli stessi e cosa si intenda in termini di qualità organolettica, ma anche sanitaria con l’obiettivo sempre ben presente di dover alimentare le bovine in tutte le fasi di allevamento. Qualità che deve poi essere preservata e conservata durante le fasi di stoccaggio, sia inteso come processo di insilamento che come essiccazione.

E’ stato quindi importante partire individuando quali sono gli elementi che caratterizzano un foraggio di qualità, ovvero:

  • elevata produzione di materia utile per ettaro
  • alta digeribilitàdelle differenti componenti alimentari
  • bassa presenza di muffe, lieviti, micotossine e sostanze tossiche
  • superiore capacità di conservazione.

IL METODO CONVIVO IN CAMPAGNA

Nella produzione di foraggi di qualità, alleati importanti delle colture foraggere sono rappresentati da biostimolanti e fertilizzanti basati su un pool specifico di batteri e funghi della rizosfera; ricreando una naturale e bilanciata microbiologia dei terreni, sono in grado di aumentare la capacità di captazione dei nutrienti dal terreno, modulare l’assorbimento idrico e incrementare la resistenza a molte delle più comuni patologie e, come conseguenza, migliorare quindi la qualità delle produzioni.

I benefici di quello che viene definito METODO CONVIVO sono evidenti sia durante tutte le fasi di crescita che sulla produzione finale e si evidenziano, dal punto di vista visivo, con un aumento dello sviluppo dell’impianto radicalemaggiore crescita soprattutto nelle fasi di levata, superiore resistenza agli stress idrici ed ambientali, ed una riduzione della presenza di muffe e lieviti.

Per quanto riguarda le qualità organolettiche e nutrizionali dei foraggi si evidenziano numerosi vantaggi: un aumento della massa utile, ovvero digeribile, prodotta per ettaro, una riduzione del contenuto in lignina, un aumento del contenuto energetico, così come un calo della presenza di muffe e lieviti e quindi del rischio della presenza di micotossine, un miglioramento della flora epifitica e del processo di insilamento.

IL METODO CONFEED@ PER L’INSILAMENTO DEI FORAGGI

Tema altrettanto importante è la conservazione della qualità foraggera prodotta in campagna durante il processo di insilamento.

Si è parlato di tutte quelle buone pratiche per migliorare e preservare tale qualità, ovvero l’epoca di sfalcio, il contenuto in sostanza secca, l’altezza del taglio, così come la lunghezza di trinciatura, il compattamento, la chiusura della fossa, la gestione della fossa post apertura, ma anche l’imballaggio per i fieni.

Una breve analisi dei singoli punti è stata utile per capire meglio su quali aspetti vanno ad incidere e come approcciarli al meglio per ottenere il risultato superiore nel processo di insilamento.

E’ importante sfalciare al momento opportuno, in modo da ottenere un valore di umidità ideale; se la sostanza secca è inferiore risulta più semplice il compattamento ma si rischia un prolungamento della fase aerobica di respirazione ed un viraggio del processo verso una maggiore presenza di acido acetico; se la sostanza secca è superiore si ha una potenziale migliore acidificazione della massa vegetale ma un più difficile compattamento.

L’altezza del taglio deve garantire un prodotto pulito e con meno contaminazioni di terreno possibile; i rischi principali sono correlati alla presenza di batteri, quali i clostridi ed alla diminuzione del livello di digeribilità della fibra.

La scelta della lunghezza di trinciatura determina conseguenze manageriali, sia sulla gestione del silos, sia dal punto di vista nutrizionale; la lunghezza di taglio ideale è, per il mais tra 1,2 ed 1,9 cm.

Una trinciatura lunga dà luogo ad un prodotto maggiormente ricco in fibra effettiva ma difficoltoso al compattamento, al contrario una trinciatura fine fornisce un foraggio carente in fibra effettiva ma decisamente più facile da compattare.

Per compattamento intendiamo la riduzione al minimo dell’ossigeno residuo nella massa stoccata, con aumento della quantità di insilato per m3. Le condizioni ideali per svolgere tale procedura sono l’avere macchine agricole di dimensioni e peso adeguati, una velocità delle stesse mai superiore a 10 Km/h e compattare strati mai più grandi di 30 cm di spessore.

La chiusura del silos è un’operazione che deve avvenire nella maniera più rapida possibile al termine delle operazioni di compattamento, applicando pesi adeguati al silos e esercitando una pressione di 100 – 150 kg/m2 per ottenere il massimo livello di ermeticità.

Per ottenere un buon insilato è consigliata l’aggiunta di additivi nella fossa allo scopo di:

  • Migliorare ilprocesso di insilamento e la qualità dell’insilato
  • Ridurre leperdite di massa insilata e di nutrienti
  • Ridurre le fermentazioni anomale(durante e post-insilamento) e la formazione di sostanze tossiche
  • Ridurre la formazione del «cappello»e di aree deteriorate in genere
  • Ridurre l’impatto di pratiche agronomichenon ottimali
  • Ridurre gli effetti negativi della stagione
  • Aumentare la valorizzazione energetica del foraggio

Multiacidificanti: 4acid e Silacid

Zoo Assets propone l’utilizzo di multiacidificanti 4Acid e Silacid che combinano la forza di 4 acidi ad attività sinergica e complementare per migliorare la qualità del processo di insilamento e la stabilità dei foraggi insilati.

Ognuno dei 4 acidi esercita la sua massima azione acidificante in un range di pH ben definito e quindi in una specifica fase del processo di insilamento, oltre il quale la sua «forza» diminuisce, e si caratterizza per uno spettro di attività ben preciso nei confronti di batteri “negativi”, muffe e lieviti.

Il 4ACID è composto da acido formico, acido propionico, acido acetico e acido sorbico; consigliato per preparazione di insilati di mais e cerali estivi, si utilizza, a spaglio, al momento della chiusura della fossa alla dose di 1 kg/m2 di massa insilata.

Il SILACID è composto da acido ortofosforico, acido propionico, acido acetico e acido lattico su una base di glicole propilenico, anch’esso ad azione conservante; consigliato per la preparazione di tutte le tipologie di insilati, ma anche foraggi secchi, si utilizza miscelato alla massa insilata alla dose di 400-1000 g/ton di insilato.

IL METODO CONFEED@ PER LA FIENAGIONE

Molte delle decisioni affrontate parlando del processo di insilamento sono altrettanto valide per quanto concerne la fienagione, ed in particolare l’epoca di sfalcio per garantire un prodotto di maggiore digeribilità e qualità nutrizionali; altrettanto importanti sono le procedure atte a essiccare il fieno ed anche il momento dell’imballaggio.

Anche in questo caso l’umidità gioca un ruolo essenziale, perché molte muffe e lieviti sono in grado di lavorare anche ad umidità relative basse, quando la flora epifitica della pianta, viceversa, si inattiva.

Ecco che si può assistere a situazioni con grandi proliferazioni di funghi, muffe e lieviti nei balloni di fieno, funghi che rappresentano in condizioni “normali” circa 1-2% del peso totale del fieno ma che, in condizioni di evidente alterazione, con muffe e grande “polverosità”, possono rappresentare fino al 10% del peso totale del fieno.

Oltre all’aspetto visivo, questa proliferazione determina un peggioramento significativo della caratteristiche nutrizionali (riduzione zuccheri e minore degradabilità della matrice proteica), così come potenziali problemi a livello ruminale ed intestinale.

Così come nel caso degli insilati e fasciati, Zoo Assets propone l’utilizzo di un multiacidificante specifico quale il Silacid in grado di ridurre il rischio di malfermentazioni, garantendo quindi un prodotto di superiore qualità, maggiormente digeribile e dalla più alta valorizzazione energetica per l’animale. Silacid garantisce anche una maggiore elasticità nelle operazioni di imballaggio che possono subire criticità legate ad umidità e condizioni climatiche avverse.

La dose consigliata, per un trattamento efficace, è pari a 250-300 g/ballone.

 

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