Erba medica di qualità: come ottenerla

Alla base di una buona alimentazione per gli animali da reddito ci sono i foraggi di qualità. Ottenere una buona erba medica diventa quindi un elemento fondamentale per il benessere della stalla

Erba medica, fattori che influenzano una raccolta di qualità

L’erba medica costituisce il foraggio base per l’alimentazione delle bovine da latte in particolar modo nell’areale di produzione del Parmigiano Reggiano. Ciò dipende dalle caratteristiche nutrizionali di primordine, associate a una fibra particolarmente adatta per bovine molto produttive.

Nell’ambito delle rotazioni colturali, inoltre, l’erba medica svolge un ruolo importante quale coltura miglioratrice dato che, oltre ad arricchire il suolo di

sostanza organica ed azoto, agisce da difesa contro le infestanti ed è, inoltre, l’habit ideale per diverse specie di insetti utili a evitare interventi di difesa della coltura stessa.

Il fieno deve essere appetibile, facilmente ingeribile e digeribile, con elevato contenuto in nutrienti e privo di contaminati ed impurità varie. Tutte queste caratteristiche dipendono da molteplici fattori compresi quelli legati all’attività dello sfalcio e raccolta. È noto infatti, che il momento migliore per lo sfalcio dell’erba medica si ha quando essa presenta il germoglio fiorale verde. Tale fase coincide con un elevato tenore proteico e di elementi digeribili, nonché di una corretta quantità di fibre nella pianta. Dall’inizio della fioritura in poi si assiste, infatti, a un aumento della frazione fibrosa e della sostanza secca e a una riduzione delle proteine. Un corretto compromesso tra qualità e produttività (costituzione delle riserve radicali per il successivo ricaccio) si ha ad inizio fioritura, pertanto solitamente l’agricoltore attua lo sfalcio in tale epoca.

Caratteristiche dei cantieri di raccolta

Data l’importanza di questo prezioso foraggio è opportuno che la raccolta avvenga con attrezzature e logistica tali da garantire, attività corrette e tempistiche in grado di rispettare i cicli imposti dalla natura. Uno sfalcio tardivo, una andanatura indelicata e, infine, una pressatura non adeguata al prodotto, possono vanificare la dedizione posta dall’agricoltore nel coltivare il prezioso medicaio.

Negli ultimi anni infine si è accentuata la variabilità atmosferica creando la necessità di interventi tempestivi e con finestre temporali molto strette. Ciò ha portato all’adozione di macchinari con capacità di lavoro sempre maggiori.

Le variabili in campo sono, pertanto, parecchie e dipendono dalle strutture aziendali presso le quali si va ad operare condizionando la scelta dei mezzi da destinare a questa importante foraggera; i criteri tecnico-operativi devono rispettare la cura e la delicatezza nel trattare il prodotto e il terreno, per far sì che la vita del medicaio possa garantire nel tempo ottime produzioni in quantità e qualità.

Fonte: informatoreagrario.it

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