Foraggicoltura e fienagione: metodi tradizionali e moderni

Le tecniche di fienagione principali sono due, la tradizionale e quella in due tempi. Si differenziano per il tipo di cantiere utilizzato: nel primo caso tutto il processo avviene totalmente in campo, nel secondo caso, dopo una fase di pre-appassimento in campo, i foraggi vengono portati in fienile per completare l’essiccazione.

Nel processo di fienagione sono però inevitabili alcune perdite sia in termini di qualità che di quantità di prodotto. Con la tecnica a due tempi le perdite possono essere ridotte in modo significativo, grazie alla minor permanenza in campo del foraggio, alla maggiore velocità di essiccazione e ai minori danni legati agli interventi meccanici, specie nel caso di raccolta del foraggio sfuso. Le perdite più rilevanti sono generalmente a carico delle parti più fragili e pregiate della pianta, cioè le foglie delle leguminose.

Foraggicoltura di precisione

L’aumento delle dimensioni delle macchine impiegate e la ricerca di una migliore funzionalità ha comportato l’adozione di sistemi elettronici quali il controllo trattrice-attrezzo (Isobus), così come all’introduzione anche nella fienagione del concetto di agricoltura di precisione. Oltre alle grandi macchine, non vengono poi trascurate quelle più adatte alle piccole realtà aziendali, diffuse in Italia soprattutto nelle zone montane, che permettono di operare sui terreni più difficili.

Le macchine della fienagione lavorano fra il taglio dell’erba e la raccolta del prodotto pronto per essere portato in azienda e si dividono in: macchine per lo sfalcio, macchine per il rivoltamento e la messa in andana e macchine per la raccolta.

Taglio e condizionamento dei foraggi

Il taglio dei foraggi è la prima ed importante operazione affidata a due tipologie di macchine, le falciatrici semplici e quelle dotate di apparato condizionatore, che può essere a rulli (più adatti per le leguminose) o a flagelli (ottimi con le graminacee). Il condizionamento dei foraggi porta a vantaggi in caso di tempo favorevole, ma se piove si subiscono maggiori perdite per lisciviazione rispetto al foraggio solo sfalciato.

Tra le falciatrici ormai le più diffuse sono quelle rotative a dischi o tamburi, che associano alla ottima qualità di taglio la velocità di lavoro molto elevata, sono robuste e richiedono una ridotta manutenzione. Entrambe le tipologie possono essere sia portate che trainate. Le larghezze di lavoro più comuni sono intorno ai 2-4 metri, ma con opportuni accoppiamenti tra falciatrice frontale e laterali, è possibile raddoppiare se non addirittura triplicare la capacità di lavoro.

Spandimento, rivoltamento, andanatura

Le macchine possono essere dotate di sistemi idraulici per le operazioni di bordo campo o per governare i sistemi di sollevamento utilizzati per limitare gli ingombri nelle fasi di trasporto. L’uso dei voltafieno può provocare considerevoli perdite nel caso si operi con bassi valori di umidità, specialmente su foraggi di leguminose.

Da qualche anno è comparsa sul mercato un nuova tipologia di andanatore: il ranghinatore a tappeto. Si tratta di una macchina di grandi capacità di lavoro, che invece di trascinare il foraggio sul terreno lo carica su un nastro trasportatore tramite un pick-up, per poi scaricarlo in andana. L’operazione di andanatura risulta meno cruenta e quindi si riducono le perdite.

Nella fienagione in due tempi, in alternativa al confezionamento in balle, si può raccoglie il foraggio sfuso tramite rimorchi autocaricanti.

Ad ogni modo qualsiasi sia la modalità di imballaggio e raccolta, è sempre molto importante la formazione di andane con volumi adeguati alle caratteristiche dimensionali del pick-up che alimenta le camere di compressione e una buona sistemazione superficiale del terreno. Inoltre, è bene cercare di ottenere la giusta densità in base ai valori di umidità e alle specie foraggere presenti, per permettere una buona resistenza alla penetrazione dell’acqua in caso di pioggia e la riduzione delle perdite durante la movimentazione e lo stoccaggio.

Le raccogli imballatrici hanno ormai raggiunto livelli di qualità molto elevati, con sistemi di controllo della densità e apparati legatori sempre più affidabili in ogni condizione del foraggio. Molte macchine sono inoltre dotate di sistemi di monitoraggio tramite Isobus.

Il cantiere per la fienagione in due tempi basato sul confezionamento in balle non si discosta dalla tecnica di fienagione tradizionale: in questo caso si deve però prestare particolare attenzione in fase di imballatura alla omogeneità della densità della balla che, unitamente alla corretta programmazione delle funzionalità dell’impianto di essicazione, sono garanzia di successo.

La macchina base per la fienagione in due tempi del foraggio sfuso è il carro autocaricante. Anche per loro l’evoluzione ha portato verso macchine di grandi dimensioni, con caratteristiche di maggior solidità e omogeneità di raccolta. Anche in questa tipologia di macchine può essere presente il controllo diretto dei comandi tramite il sistema Isobus.

Fonte: http://www.terraevita.it

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