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La gestione della vitellaia per migliorare la produzione delle future vacche

Nei box per vitelli riposa e mangia il futuro del tuo allevamento!
Questa fase meriterebbe quindi un occhio di riguardo, tuttavia ci troviamo spesso a trascurarla perchè la maggior parte del nostro tempo è assorbita dagli animali in produzione.
Di fronte ad una periodo di vita considerato “improduttivo” dell’animale, spesso la tendenza è quella di cercare di mantenere bassi i costi rischiando di compromettere la salute dei vitelli.
I costi fissi della vitellaia comprendono l’alimentazione, le strutture, gli operatori, le spese mediche fondamentali, l’acqua e l’elettricità.
Cercare di risparmiare sulla qualità del cibo può essere causa di uno scarso accrescimento degli animali, con conseguente ritardo nell’età della fecondazione.

La gestione della tua vitellaia può essere migliorata? Verifica questi punti:

1.Osserva dove sono posizionati i vitelli. Entrando in allevamento, riesci a tenerli sotto controllo costantemente oppure li controlli solo al momento della distribuzione del latte?
L’osservazione costante degli animali ci permette di controllare il loro stato di salute. E’ molto importante osservare quotidianamente la loro vitalità, lo stato della lettiera e l’assunzione del cibo.
Sarebbe opportuno inoltre pesare gli animali per valutarne l’accrescimento in modo da assicurarci che riescano a raddoppiare il loro peso nei primi due mesi.

2.Ho un sistema efficace di registrazione delle attività quotidiane e dello stato di salute della mia rimonta?
E’ una buona abitudine registrare giornalmente lo stato di salute dei nostri vitelli. E’ sufficiente utilizzare un foglio excel su cui possiamo riportare il numero del vitello e della madre, la data di nascita, la colostratura quotidiana e le eventuali malattie (diarree, problemi respiratori ecc..).

3.La gestione dei vitelli è affidata ad un’unica persona oppure ci sono più responsabili dello stesso settore?
Sarebbe opportuno avere una persona specifica dedicata alla cura della vitellaia.
Inoltre, è opportuno avere degli indumenti puliti dedicati esclusivamente a questo settore e che l’operatore, prima di entrare a contatto con gli animali, si lavi accuratamente le mani con il sapone e utilizzi i guanti per evitare la diffusione di germi patogeni nei box.

Avere delle procedure e degli orari codificati aiuta e semplifica la gestione delle attività e la registrazione dei dati.
Vuoi migliorare? Ti serve un piano di azione!

Una volta che abbiamo preso coscienza della situazione della nostra vitellaia, occorre porsi degli obiettivi specifici e chiedersi:

  • qual è lo stato di salute dei miei vitelli?
  • sono presenti malattie in stalla?
  • come alimento i miei animali?
  • dedico tempo sufficiente all’osservazione ed alla raccolta dati?

Una volta riposto a queste domande, se c’è possibilità di migliorare occorre stabilire un piano di azione che potrà essere modificato nel tempo in base alla necessità.
E’ possibile prevenire il verificarsi di problematiche, fonte di perdite economiche, andando ad individuare i fattori di rischio!!

Come evitare la diffusione di malattie aziendali?

Mantieni un livello di igiene adeguato sia nella sala parto sia nei box per vitelli!

Una corretta colostratura garantisce ai neonati una riserva di anticorpi adatta contro i patogeni presenti nell’ambiente. La placenta dei bovini non permette il passaggio degli anticorpi nella vita fetale, per cui il vitello nasce privo di difese immunitarie.

La sua unica protezione dagli agenti esterni gli deriva dall’assunzione del primo latte materno ed è necessario che questa sia effettuata somministrando almeno 4 litri di colostro entro le prime 6 ore.

Andrebbero preferibilmente evitati i mix di colostro e, ad ogni vitello, andrebbe somministrato il colostro della propria madre. Dato che questo non è sempre possibile, si può ricorrere alla creazione di una banca del colostro. Per valutarne la qualità possiamo ricorrere all’utilizzo del colostrometro: uno strumento semplice da utilizzare ed economico.

Prima che un nuovo vitello venga inserito in una gabbia, bisogna pulire accuratamente l’interno con un’idropulitrice eliminando i residui di feci presenti anche sulle pareti e provvedere alla disinfezione.

La temperatura ambientale si deve aggirare sui 20 gradi, se necessario possiamo ricorrere all’uso di lampade termiche. Le gabbiette vanno riempite di paglia fino a coprire la visibilità degli arti quando il vitello è sdraiato. Mantenere una temperatura ambientale adatta è importante nella prima fase di vita del vitello perché questo non è in grado di regolare la sua temperatura corporea.

Quanto spazio serve?
Garantiamo un minimo di 2 mq alla nascita e 4 mq dal momento dello svezzamento. Dando spazio sufficiente per muoversi, aiutiamo l’animale a crescere in maniera corretta!
Nei box multipli è consigliabile non inserire più di 8 vitelli e garantire una ventilazione adeguata. Per la ventilazione possiamo ricorrere a quella naturale oppure a quella meccanica, tramite l’utilizzo di ventilatori o condotti forati.

I rischi per la salute aumentano nei periodi di maggiore stress, in particolare nei momenti di cambi di box, cambiamenti climatici, svezzamento o periodi di intenso lavoro per gli operatori.

Dedicare il tempo necessario all’osservazione e alla raccolta dati ci evita di incorrere in problemi urgenti che diventano difficilmente gestibili con conseguenti perdite economiche.

Quindi, come punto di partenza per ottenere un miglioramento sugli animali presenti nel nostro allevamento è necessario smettere di considerare i vitelli solo come tali ma iniziare a vederli, e trattarli, come le nostre future vacche.

http://www.miodini.com

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