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Lactobacillus acidophilus D2/CSL: storia, sicurezza ed efficacia

L’intervento al convegno “Lactobacillus acidophilus D2/CSL in avicoltura: aggiornamenti e innovazione – Dagli avicoli per gli avicoli”. La storia del ceppo L. acidophilus D2/CSL è analoga a quella di molti ceppi prodotti dal CSL. L’attività del CSL concerne infatti la ricerca, l’isolamento e la selezione dei ceppi di batteri lattici (LAB) dai loro habitat naturali (vegetali, animali, intestinali, ecc.). Una volta conclusa la fase di selezione (in vitro e in vivo), i ceppi LAB più promettenti per lo specifico utilizzo “in campo” vengono saggiati dal laboratorio pilota, cioè nuovamente selezionati in base alla loro capacità di essere replicati con successo in scala industriale. Normalmente, solo un ceppo su 4 pre-selezionati risulta anche idoneo alla produzione industriale. Tutti i ceppi sono comunque depositati nella “ceppoteca” del CSL e l’azienda, dal 1948 ad oggi, può vantare una raccolta di ben 4000 ceppi di batteri lattici.

La storia di L. acidophilus D2/CSL nasce nel 1984-85 (Bianchi Salvadori B. et al., 1985) con l’isolamento di 19 ceppi di lattobacilli (di cui 6 di L. acidophilusdal tratto gastro-enterico del pollo “ruspante” adulto sano. Nella selezione preliminare in vitro, i ceppi di L. acidophilus sembrano essere i più promettenti per l’uso probiotico avicolo, soprattutto in virtù della velocità di acidificazione su terreno tipo “mangime per pollo” e della capacità di adesione all’epitelio dell’ingluvie in presenza di bile. Successive prove in vivo su broiler Hubbard hanno confermato la spiccata capacità delle specie L. acidophilus e L. salivarius, somministrate in forma di cellule fresche lavate, di colonizzare il tratto gastroenterico del pollo e di migliorare l’equilibrio del microbiota intestinale (Bianchi Salvadori B. et al., 1985). Infine, le prove al laboratorio pilota dei diversi lattobacilli intestinali hanno promosso L. acidophilus D2/CSL per le sue migliori performance in termini di massa cellulare vitale (UFC) raccolta dopo replicazione, centrifugazione e liofilizzazione. Così le cellule liofilizzate di L. acidophilus D2/CSL, prodotte a livello pilota, sono state sottoposte a nuovi test sperimentali in vivo, su ovaiole, broiler e tacchini, e commercializzate.

  1. acidophilus D2/CSL è stato oggetto di numerose sperimentazioni scientifiche in vivo, alcune pubblicate, altre rese pubbliche attraverso convegni, altre ancora in attesa di pubblicazione. Nel complesso, il ceppovanta un corposo bagaglio di prove di efficacia, specialmente su polli da carne e su galline ovaiole, con somministrazione in acqua o in mangime(Giardini A. et al., 1993; Giardini A. et al., 1994; Giardini A. et al., 1995; Gatto V., 2007; Gallazzi D. et al., 2008; Marelli S.P. et al., 2008; Cesari V. et al., 2012; Cesari V. et al., 2014; Forte C. et al, 2015; Forte C. et al, 2016; Manfreda G. et al., 2016). Nell’allevamento della gallina ovaiola, il miglioramento del “benessere intestinale” conseguente alla somministrazione di L. acidophilus D2/CSL, si misura in termini di:

– riduzione dell’umidità e della collosità fecale, nonchè dei composti fecali tossici di putrefazione (NH3, H2S, ecc.);

– migliore tasso di deposizione;

– migliore indice di conversione alimentare (kg mangime/kg uova);

– migliore qualità del guscio (peso specifico) e dell’albume (Unità Haugh);

– riduzione uova di scarto (fragili, incrinate, sporche).

Dopo l’istituzione dell’EFSA (2002), il CSL ha iniziato il percorso della registrazione europea di L. acidophilus D2/CSL (CECT 4529) come additivo zootecnico, nel “gruppo funzionale 4b, stabilizzatori della flora intestinale”, ai sensi del Regolamento (CE) 1831/2003. Per definizione, questi additivi “influenzano favorevolmente la produzione, le prestazioni o il benessere degli animali influendo, in particolare, sulla flora gastrointestinale” (art. 5,f del Reg. 1831/2003).

  1. acidophilusD2/CSL (CECT 4529) ha ottenuto la prima autorizzazione europea, come additivo per galline ovaiole, nel 2003la seconda nel 2007la terza nel 2015 (Regolamento UE n. 2015/38). Il prodotto è autorizzato per la somministrazione attraverso il mangime e l’acqua di abbeverata, alla dose minima di 1*109 UFC/kg mangime e 5 *108 UFC/L acqua. Invece non è fissata una dose massima. L’EFSA, nella sua Scientific Opinion (EFSA Journal, 2014, 12,7:3789), afferma infatti che il lattobacillo ha lo status QPS e pertanto è assolutamente sicuro per i consumatori, gli animali e l’ambiente. Inoltre afferma: “Lactobacillus acidophilus D2/CSL has the potential to increase laying intensity and significantly improve the feed-to-egg mass ratio at the proposed dose of 1 × 109 CFU/kg feed. The FEEDAP Panel considers that the results are independent of the mode of administration, provided that exposure is the same and that the equivalent dose in water for drinking would be 3–5 × 108 CFU/L”.

Oggi, dopo 30 anni di prove sperimentali in vitro e in vivo, si può affermare che il ceppo Lactobacillus acidophilus D2/CSL è:

alleato naturale dell’intestino del pollo: colonizza e vive in simbiosi negli habitat gastro-intestinali, stimolando il GALT e l’impianto del microbiota autoctono nel pulcino;

* antagonista naturale dei batteri pro-infiammatori, putrefattivi e patogeni, in questi modi previene le disbiosi;

leader delle fermentazioni utili: migliora le funzioni digestive fermentando i carboidrati – non gli aminoacidi – e producendo acido lattico, che costituisce un’ulteriore fonte di energia recuperabile per l’ospite.

In conclusione i volatili in allevamento sono continuamente soggetti a disbiosi gastro-intestinali e l’esito può essere una patologia conclamata (infiammazione acuta), oppure, nella situazione più frequente, una manifestazione sub-clinica, evidenziata dallo scarso rendimento (crescita, deposizione, conversione alimentare) e dalla scadente qualità della produzione (uova fragili, sudice, ecc.). Ma queste condizioni dismicrobiche, oltre a ripercuotersi negativamente sulla funzionalità digestiva, sulla vitalità e sulla produttività degli animali, peggiorano la qualità dell’ambiente di allevamento (aumento di umidità, di ammoniaca, e di germi patogeni di origine fecale) e riducono la sicurezza igienico-sanitaria delle carni e delle uova (aumento delle cariche microbiche patogene).

La ricostituzione dell’equilibrio microbico intestinale, cioè dell’eubiosi, può essere ottenuta per via naturale attraverso la somministrazione di lattobacilli autoctoni, cioè selezionati dall’intestino del pollo

Lactobacillus acidophilus D2/CSL è un microrganismo sicuro, non lascia residui tossici nelle derrate zootecniche e si può utilizzare anche negli allevamenti biologici. L’impiego di Lactobacillus acidophilus D2/CSL va incontro alle esigenze dell’attuale consumatore, la cui attenzione è rivolta verso prodotti alimentari ottenuti nel massimo rispetto della condizione di “naturalità”.

Alcune considerazioni:

1- Lactobacillus acidophilus D2/CSL è tra i primi batteri autoctoni a colonizzare l’intestino del pulcino, creando da subito un habitat favorevole all’impianto di una microflora più equilibrata;

2- Lactobacillus acidophilus D2/CSL, in un gruppo di polli, serve anzitutto a proteggere i soggetti “a rischio” (profilassi) e quelli sub-clinicamente “malati” (metafilassi): ecco perchè  si denota un aumento della performance generale del gruppo e, in parallelo, della qualità dei prodotti;

3- dal punto di vista igienico-sanitario, quando si impiegano ceppi microbici probiotici sicuri, assolutamente apatogeni, ma anzi “protettivi”, come Lactobacillus acidophilus D2/CSL, bisogna agire esattamente all’opposto di come ci consiglierebbe il “buon senso igienico-sanitario”, ovvero: (1) non temere di “contaminare” mangimi, acqua di bevanda, animali e ambiente, anzi (2) preferire una carica batterica più elevata (una dose più potente) ad una più bassa.

Alberto Giardini – Responsabile Tecnico-Scientifico Agro-Zootecnico & Food – CSL

 

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