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L’assemblea Assalzoo: la sostenibilità del sistema mangimistico

A Roma si è tenuta l’annuale assemblea di Assalzoo volta a far luce sugli obiettivi raggiunti e ancora da raggiungere in campo mangimistico. In particolare si è parlato della valutazione dell’impatto dei mangimi sullo stato di salute e sull’ambiente fatta da Nomisma.

La mangimistica è un settore in crescita e come tale sono tanti ancora gli ostacoli da superare.

Qui di seguito vi riportiamo il comunicato sull’assemblea Assalzoo 2019.

La sostenibilità del sistema mangimistico

“Fornire una prospettiva d’insieme della sostenibilità del sistema mangimistico nelle sue varie declinazioni: economica, ambientale e sociale. È questo il piano operativo che segnerà, negli anni a venire, il mio mandato di Presidente”. Con queste parole Marcello Veronesi, Presidente Assalzoo, apre l’Assemblea annuale tenutasi il 19 giugno a Roma dal titolo “La sostenibilità del sistema mangimistico – Rapporto economico”.

Questo percorso si articolerà negli anni sugli altri due aspetti della sostenibilità: ambientale e sociale. Assalzoo si fa così nuovamente portavoce del proprio ruolo attivo per la sostenibilità dopo l’avvenuta presentazione del libro “Allevamento animale e Sostenibilità ambientale – I principi”, cui seguirà a breve un secondo dal titolo “Allevamento animale e Sostenibilità ambientale – Le tecnologie”, testi sviluppati in collaborazione con ASPA.

Lo studio di Nomisma sul settore mangimistico

Durante l’Assemblea 2019 Assalzoo ha condiviso con i presenti il punto della situazione grazie allo studio di Nomisma di valutazione globale della sostenibilità economica del settore mangimistico: un momento di analisi che ha fornito un quadro sistematico delle sfide di comparto per delineare lo scenario in cui inserire le linee di sviluppo associative dei prossimi anni.

Questo primo capitolo è dedicato alla sostenibilità economica perché, ha continuato Veronesi, “è bene ricordare che siamo innanzitutto impresa, facciamo parte della filiera agroalimentare che, al di là del valore evocativo degli alimenti, è un importante driver della nostra economia. In quest’ottica va interpretata anche la nuova modalità di segmentazione del volume economico del settore che vede le indicazioni relative agli additivi e premiscele ed al pet food, oltre all’usuale indicazione dei mangimi composti”.

Attenzione è posta anche alle implicazioni sociali del settore, che continua, nonostante il periodo di difficoltà economica generale, a garantire posti di lavoro, preservare tradizioni ed essere snodo essenziale per l’intero comparto zootecnico. Marcello Veronesi ricorda le grandi questioni e le sfide da continuare a portare avanti con il Ministero della Salute fra cui la sicurezza degli alimenti e la lotta contro l’antimicrobico-resistenza a tutela dell’uomo e del benessere animale per le quali fornisce supporto e si pone a fianco delle aziende associate.

Produzioni di mangimi in aumento

I dati mostrati notano il trend di aumento di produzione dell’1,7%, per un ammontare complessivo di quasi 14,5 milioni di tonnellate di mangimi con un fatturato pari approssimativamente a 9 miliardi di euro, e delineano l’incremento dell’occupazione a quasi 10.000 unità a testimonianza del fatto che la mangimistica sia presenza importante nel tessuto produttivo dell’economia nazionale. Valori quindi importanti confermanti lo stato di salute dell’industria mangimistica italiana, che continua a raccogliere sfide dei mercati e garantire l’eccellenza di prodotto.

Lea Pallaroni (Segretario generale Assalzoo) ha evidenziato la novità di quest’anno: allargare lo sguardo all’intero sistema mangimistico come risultato di un radicale ampliamento di visione in ottica di filiera, promossa con la nuova Presidenza Veronesi. La mangimistica è un settore complesso che copre tutti gli aspetti dell’alimentazione animale, da qui la decisione di dare giusta importanza ai numeri complessivi che delineano l’impatto economico del comparto anche nel settore alimentare.

Aumento dell’export di mangimi

Tema trattato anche l’interconnessione con l’estero come altro elemento distintivo. Negli ultimi 10 anni l’export è più che triplicato mentre l’import è aumentato del 15%; grazie a questo positivo dinamismo delle esportazioni, il disavanzo commerciale, pur negativo, è in progressivo calo (attuali 116 vs 164 milioni di euro del 2017).

Si registra un aumento nel 2018 della produzione di mangimi pari all’1,7%, con una crescita dei mangimi per suini e bovini, e la continua espansione dell’alimentazione per pesci e ovini.

È importante notare che, a fronte di una riduzione delle consistenze degli animali allevati, l’incremento produttivo è un dato notevole che conferma gli alti livelli dei mangimi in termini di qualità, efficienza e sicurezza. L’industria si conferma così in grado di assolvere un importante ruolo di filtro nella selezione e controllo delle materie prime impiegate nel ciclo produttivo, anche se la dipendenza delle materie prime da altri Paesi è divenuta allarmante. Le risorse interne sono infatti insufficienti per rispondere alla domanda delle aziende zootecniche: quasi il 60% dei cereali e delle farine proteiche impiegate per produrre mangimi composti è importato con impatto economico negativo di quasi 3 miliardi di euro. Tra i casi più preoccupanti certamente il mais, per il quale si è passati dall’autosufficienza ad un deficit del 50% in 15 anni – argomento su cui Assalzoo ha oramai intrapreso un percorso con azioni volte a ricompattare la filiera nazionale e garantire futuro alla produzione italiana.

“Si tratta di una situazione che genera preoccupazione”, evidenzia Marcello Veronesi. La sostanziale dipendenza dalle importazioni espone il settore mangimistico alle fluttuazioni dei mercati ed alla difficoltà di impostare politiche industriali di lungo periodo. È quindi un trend, che prosegue da anni e necessita di essere invertito per il quale si necessitano politiche nuove, spinta innovativa e spirito di filiera per rilanciare l’agricoltura. La zootecnia poi è il primo comparto che subisce ripercussioni relative ma è anche filtro fondamentale per le attività di controllo delle materie prime impiegate, nazionali o estere, nel rispetto delle norme sulla sicurezza alimentare. L’attività mangimistica è a beneficio di tutta la filiera e naturalmente a tutela degli animali e del consumatore finale; è pertanto necessario uno sforzo collettivo per affrontare questi deficit strutturali.

Ad ascoltare la voce di Assalzoo, oltre a diverse Autorità, aziende, stampa e pubblico, importanti interlocutori dell’Associazione che si sono confrontati sui diversi temi alla presenza della giornalista Serena Bortone: il Sottosegretario alle Politiche agricole On.le Franco Manzato, il Presidente alla Commissione Agricoltura della Camera On.le Filippo Gallinella ed il Direttore generale del Ministero della Salute Silvio Borrello.

In programma una strategia per ogni filiera

In particolare, l’On.le Franco Manzato ha evidenziato la volontà del MiPAAFT di definire entro marzo 2020 una strategia per ogni filiera con tavoli dedicati puntando alla qualità nazionale delle produzioni, del territorio, dell’ambiente e del lavoro. Ha sottolineato che saranno quindi chiamate le organizzazioni professionali a definire i pilastri sui quali il Governo intende costruire lo sviluppo del settore, e la volontà di utilizzare parte delle risorse della PAC per la ricerca, seminativi inclusi.

L’On. Filippo Gallinella ha proseguito evidenziando che le commodities dovranno divenire specialties attraverso un progetto di valorizzazione del prodotto finito; inoltre ha notato che il raddoppio della produttività mangimistica per ettaro porterebbe all’autosufficienza produttiva ma, non potendo aumentare la superficie coltivata, è necessario parlare delle cosiddette new Breeding Techniques (NBT), sulle quali è doveroso il giusto confronto e la corretta informazione al pubblico, anche per “non perdere il treno dello sviluppo e dover comprare prodotti dall’estero, ottenuti invece allo stesso modo”. Suggerisce la sperimentazione almeno nelle aziende del Crea ed afferma che l’intero argomento dovrebbe essere portato all’attenzione del dibattito parlamentare con le conclusioni del rapporto del Comitato Biosicurezza della Presidenza del Consiglio. L’On.le Gallinella ha ricordato la corretta informazione al consumatore anche relativamente alla provenienza delle materie prime.

Fonte: Assalzoo

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