3

L’indice bio-climatico Thi e l’effetto della temperatura nella produzione del Grana Padano

Le performance nella produzione lattifera degli animali d’allevamento sono state migliorate molto grazie al progresso tecnologico e genetico. Esiste però un fattore di rischio non controllabile con la tecnologia: le elevate temperature. Quando la temperatura si alza oltre la zona di comfort termico, si crea una condizione di stress tale da aumentare anche sudorazione, frequenza del respiro, riduzione dell’appetito. Questo eccessivo stress nell’animale causa un peggioramento nella produzione, nella riproduzione e nella salute stessa.

Vi proponiamo di seguito uno studio sull’indice bio-climatico Thi che espone il problema collegandolo alla produzione di Grana Padano.

L’indice bio-climatico Thi

Il rischio di stress da caldo nei bovini da latte viene valutato con l’indice bio-climatico Thi (Temperature-humidity index), che esprime l’effetto combinato di temperatura e umidità relativa. Il range di Thi che delimita la zona di comfort termico è specie specifico e all’interno della stessa specie varia in funzione della razza, dell’età, dello stato fisiologico e delle condizioni di salute.

L’aumento della temperatura e della frequenza delle ondate di calore testimoniano un cambiamento del clima che può avere conseguenze negative sulla produzione di latte e il relativo comparto lattiero caseario.

Il Grana Padano è tra i più importanti prodotti lattiero caseari italiani. Viene prodotto su un’area di 46mila km2, coinvolge circa 5.700 allevamenti e 350mila vacche da latte, 148 caseifici e occupa 40mila lavoratori. Ogni anno vengono lavorate circa 2,3 milioni di tonnellate di latte (che corrispondono al 23% della produzione nazionale) per produrre 4,5 milioni di forme di formaggio per un valore economico di circa 1,6 miliardi di euro.

L’incidenza del caldo nel Grana Padano e la sua evoluzione temporale

Un recente studio, pubblicato sull’Italian journal of animal science ha analizzato le variazioni del Thi e il relativo rischio di perdita di latte durante il periodo estivo (giugno-settembre) nell’area di produzione del Grana Padano. In particolare sono stati analizzati tre scenari climatici: passato (1971-2000), recente (2001-2010) e futuro (2020-2050).

L’analisi ha evidenziato come dal 1970 al 2050 l’area di produzione del Grana Padano è esposta ad un cambiamento delle condizioni climatiche che determinano un aumento del rischio di stress da calore per la bovina da latte.

In passato l’area presentava un rischio moderato di perdite produttive (3-5 chilogrammi/giorno) solo nei mesi più caldi di luglio e agosto mentre le condizioni climatiche di giugno e settembre non raggiungevano valori critici per la produzione di latte.
È stato riscontrato un peggioramento del clima per lo scenario recente. In questo caso già nel mese di giugno il Thi raggiungeva valori critici tali da determinare perdite di latte comprese tra i 2 e i 4 chilogrammi/vacca/giorno. Luglio continuava ad essere il periodo più critico con un rischio di perdite di latte medio-alto su gran parte dell’area di produzione.
Lo scenario futuro mostra un generale peggioramento del Thi che coinvolge anche il mese di settembre e le valli alpine in luglio e agosto. Luglio si conferma il periodo più critico in cui la quasi totalità dell’area di produzione del Grana Padano sarà esposta a valori critici del Thi tali da determinare un rischio di perdite di latte tra i 6 e i 7 chilogrammi/vacca/giorno.

Lo studio ha considerato solo le potenziali perdite di latte generate dall’effetto diretto del caldo. A queste andrebbero aggiunte anche quelle generate dalla ridotta capacità riproduttiva e dall’incremento dei decessi che si registrano in estate. Infine, la capacità produttiva del Grana Padano potrebbe essere ridotta ulteriormente dalla minore resa casearia in virtù della qualità più bassa del latte prodotto durante il periodo caldo.

La conoscenza degli effetti del cambiamento climatico sui sistemi di produzione alimentari è importante per animare il dibattito pubblico su questa problematica e per individuare delle strategie di adattamento al fine di preservare le produzioni alimentari d’eccellenza come il Grana Padano.

Fonte: agronotizie.imagelinenetwork.com

Questo sito web utilizza i cookie per essere sicuri di offrirvi la migliore esperienza di navigazione possibile. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Tutti i dettagli relativi l'utilizzo dei cookie sono consultabili al seguente link

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi