Produzione di latte del futuro: come gestire le vacche nel 2030

Da una attenta analisi dei dati a nostra disposizione sugli allevamenti di vacche da latte e sulle produzioni di latte è possibile fare una valutazione della futura produzione di latte. Uno scenario che implica cambiamenti nella gestione degli allevamenti, nel lavoro dell’allevatore. Apriamo una finestra sul futuro leggendo questo breve articolo.

Come gestire le vacche che producono 20.000 kg di latte: sfide tecniche e implicazioni ambientali

Un nuovo articolo, pubblicato ad agosto 2020 sull’Italian Journal of Animal Science, traccia, attraverso l’analisi dei dati attualmente disponibili, la futura tendenza nazionale nella produzione di latte, fornendo suggerimenti tecnici per la gestione e l’alimentazione del bestiame. Nel paper sono inoltre stimati gli impatti ambientali del sistema lattiero-caseario italiano nel 2030 in due scenari produttivi progettati per la frisona italiana: uno realizzato proiettando l’attuale andamento fenotipico e l’altro supponendo che le vacche migliori attuali diventeranno lo standard del 2030.
La produzione mondiale di latte vaccino raggiungerà tra gli 810 e i quasi 1.000 Mt nel 2050, il che implica cambiamenti nella gestione degli allevamenti di bovini da latte e conseguenze sull’impatto ambientale, in particolare per quanto riguarda le emissioni di gas serra (GHG) e le escrezioni di azoto e fosforo.
Gli allevamenti del futuro dovranno diventare più smart, redditizi e ad alta resa per migliorare continuamente la sostenibilità della produzione di latte. Tra i paesi occidentali, il settore lattiero-caseario italiano ha buone performance sia per quanto riguarda la produzione di latte che per la sua qualità. La maggior parte del latte prodotto nel nostro Paese viene utilizzato per produrre formaggi DOP ad alto valore aggiunto, con un notevole export. Questo potrebbe rappresentare un modello per studiare l’impatto della tendenza fenotipica accelerata sulle sfide tecniche e ambientali.

Ipotizzando un aumento medio costante della produzione di latte pari all’andamento fenotipico effettivo (+128 kg per vacca e per anno), la produzione delle attuali vacche migliori (20 t/capo anno − 1) diventerà la performance media della mandria degli allevamenti intensivi da latte nel 2030. Pertanto, mantenendo l’attuale produzione di latte italiana (pari a 12,1 Mt), la maggiore produzione di latte pro capite comporterebbe una riduzione dell’impatto ambientale dell’11,4% e del 60,1% per i GHG, del 9,1% e del 36,0% per N, e del 15,8% e 52,6% per P, considerando due scenari delle tendenze fenotipiche attuali o 20t/capo anno − 1, rispettivamente. Per far fronte a questa sfida, vengono forniti suggerimenti tecnici per l’allevamento e l’alimentazione delle vacche da latte da 20 tonnellate.

Punti salienti:

  • Le attuali vacche italiane di punta rappresenteranno la media degli allevamenti da latte del 2030.
  • Genomica e management guideranno il successo della produttività.
  • L’efficienza ridurrà l’impatto ambientale dell’allevamento di bovini da latte.

Altri aspetti sono affrontati nella versione integrale dell’articolo proposto.

Fonte: Ruminantia.it

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