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Quantità di amido nelle feci: un prezioso alleato del nutrizionista

L’amido come fonte di energia

E’ noto a tutti il fatto che l’amido, inserito nella razione delle bovine, specialmente se in lattazione, è un
importante substrato per la produzione di energia.

Questo perchè:
– Viene fermentato nel rumine ad acido propionico e trasformato nel fegato in glucosio.
– Stimolando la crescita del microbiota ruminale fornisce, sempre al fegato e non solo, amminoacidi da trasformare in glucosio o direttamente in energia.
– La parte dell’amido che non viene degradata dal rumine viene assorbita direttamente dall’intestino come glucosio.
– Una parte dell’amido che arriva al grosso intestino viene fermentata anch’essa per produrre acido propionico.
La capacità del tratto gastro-intestinale di trasformare l’amido in glucosio è comunque limitata nei ruminanti. E’ quindi possibile che si accumuli un’eccessiva quantità di amido nel rumine e nell’intestino causando patologie molto pericolose come l’acidosi ruminale e le acidosi intestinali o aumentando il rischio di clostridiosi intestinale.

La digeribilità dell’amido

La digeribilità dell’amido in tutto il tratto gastro-intestinale (TTSD), ossia dal rumine al colon, varia tra il 70 e il 100%. La TTSD dipende da molti fattori come la concentrazione di amido nella razione (più è elevata e minore sarà la digeribilità), l’umidità della fonte (più è elevata e maggiore sarà la digeribilità), la granulometria di macinazione (più è fino e più sarà digeribile), il tipo di cereale utilizzato (l’amido del mais è meno digeribile di quello degli altri cereali), se proviene da insilati (amidi da pastoni e insilati sono più digeribili), il livello di utilizzo del rompi granella (concrecher) e se ha subito trattamenti termici (estrusione, fioccatura e pellettatura) che ne aumentano la digeribilità.
I moderni software di razionamento, se utilizzano il CNCPS, possono stimare il rendimento dell’amido della 1/2 razione e prevederne quindi l’impiego ottimale, minimizzando il rischi di acidosi ruminale e intestinale.

Determinazione dell’amido nelle feci

Esiste una correlazione fra concentrazione di amido nelle feci (FSC) e TTSD ma è molto variabile a seconda dei ricercatori che la hanno valutata (r2 = 0.73 – 0.94).
Un tempo si utilizzava la misurazione del pH delle feci ma questo parametro è correlato con la FSC solo quando questa è < 3%.
Di grande interesse è invece la determinazione analitica dell’amido delle feci, attraverso una comune analisi di laboratorio (wet chemistry) oppure con le metodiche NIRS utilizzando gli strumenti di laboratorio o quelli portatili.
Si campionano a caso almeno 10 bovine in lattazione, del gruppo nel quale si vuole fare la verifica della digeribilità dell’amido, e si mescolano i campioni in un unico contenitore a meno che non si voglia sapere come si comporta una singola bovina.
Si ritiene ottimale una concentrazione di amido nelle feci <3% sulla sostanza secca, buona una compresa tra il 3 ed il 5% e inadeguata se > 5%.
Conoscendo pertanto la concentrazione di amido della razione e quella delle feci si può facilmente valutare il bilanciamento degli amidi ed eventualmente apportare delle correzioni, il tutto a beneficio della salute e della produttività delle bovine e dell’efficienza alimentare.

Fonte: Ruminantia

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