SISTEMI FORAGGERI DINAMICI

Coltivare i propri terreni con l’obiettivo di produrre i migliori alimenti da impiegare in stalla è diventata la priorità per ridurre il costo di alimentazione della bovina da latte. Impiegare le superfici aziendali per produrre alimenti di elevata qualità, altrimenti non reperibili sul mercato, ha dimostrato, attraverso esperienze aziendali concrete, di essere la scelta imprenditoriale che più ripaga l’agricoltore-allevatore nel medio periodo.

Il concetto che la stalla deve poter vivere ai costi di mercato delle materie prime, senza considerare i terreni aziendali, deve essere superato, perché la produzione aziendale di foraggio è l’ago della bilancia tra l’attivo e il passivo, almeno fino a quando i prezzi della proteina alimentare non torneranno ai livelli dei primi anni 2000 (che significa 20 euro/q per la farina di estrazione di soia).

La corretta gestione del sistema foraggero consente di ottenere alimenti

che non possono essere in alcun modo reperiti sul mercato (quali gli insilati di foraggere di elevata qualità) e la cui produzione, ma soprattutto la conservazione, non possono essere demandate a terzi. È indispensabile che l’agronomia torni al servizio della zootecnia e la coltivazione delle superfici aziendali venga programmata in anticipo, con l’obiettivo di indirizzare la produzione foraggera verso la massima efficienza ed economicità per la produzione di alimenti di elevata qualità nutrizionale (massima produzione di proteina ed energia sull’unità di superficie coltivata).

Le superfici aziendali devono essere gestite in modo dinamico, come se fossero una scacchiera, e non statico come in passato. Quindi, lo scacchiere colturale aziendale deve essere dinamico in relazione agli andamenti dei prezzi delle commodity sul mercato, e deve mantenere una profonda sinergia collaborativa tra l’allevatore-coltivatore, l’agronomo e l’esperto che formula le razioni per gli animali.

Nei prossimi post verranno affrontati altri due aspetti fondamentali dei Sistemi Foraggeri Dinamici:

  • come riorganizzare il sistema foraggero
  • le tre tappe per ottimizzarne la gestione

Fonte: http://www.stalledalatte.informatoreagrario.it

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