ZOPPIE IN CONTINUO AUMENTO, COME COMPORTARSI IN STALLA

Vi sono almeno tre buoni motivi per avere tra gli obiettivi quello di limitare le zoppie in stalla.
Il consumatore. Quando i consumatori vedono una vacca zoppa pensano subito a una situazione di dolore, lontana dal benessere animale; anche gli allevatori dovrebbero porsi nello stesso ordine di idee e non accettare (come spesso fanno) la zoppia come qualcosa di «normale» o inevitabile.
Pratiche di conduzione. Talvolta le leggi che mirano al benessere animale vengono approvate senza saper prevedere l’impatto sull’azienda e sulla commercializzazione dei prodotti di origine animale. Ad esempio, tutte le stalle svedesi di nuova costruzione sono a stabulazione libera, mentre la posta fissa è stata bandita, in quanto non in linea con l’esigenza di garantire all’animale il suo movimento naturale. Col tempo si è però scoperto che nella stabulazione libera l’incidenza delle zoppie aumenta.
Riduzione del profitto. In ogni azienda bisognerebbe ottenere un’incidenza di zoppie pari al 5% o anche meno. Così possono essere riassunte le perdite economiche provocate dalla zoppia:
incompleta utilizzazione della razione (i soggetti con punteggio di locomozione
elevato passano meno tempo in mangiatoia, consumando tra l’altro una razione di peggiore qualità, in quanto le bovine sane selezionano);
ridotta produzione lattea;
dimagrimento;
ipofertilità (per scadente manifestazione dei segni del calore, ecc.);
farmaci e spese veterinarie;
aumento di manodopera.
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Il «cuscinetto plantare» (definito anche corpo fibroelastico) è costituito da tessuto connettivo e tessuto adiposo e si propone quindi come un vero e proprio «ammortizzatore» durante la deambulazione; esso infatti si trova tra l’osso della terza falange e il corno della suola. Lavori recenti indicano che il punteggio di condizione corporea è una valida spia delle dimensioni del cuscinetto (vale a dire del suo contenuto di grasso). Se fino a oggi abbiamo ritenuto che le vacche zoppe diventano magre, alla luce di queste nuove acquisizioni dovremmo anche cominciare a pensare che le vacche magre diventano zoppe! Ricercatori della Cornell University hanno investigato sulla relazione esistente tra due lesioni digitali (ulcera della suola e malattia della linea bianca) e lo spessore del cuscinetto plantare. Quando l’animale è troppo magro anche il tessuto adiposo del cuscinetto si trova in quantità inferiore e lesioni, quali l’ulcera della suola, possono instaurarsi con maggiore facilità. I rilievi sono stati eseguiti su 501 vacche in lattazione di razza Holstein. La prevalenza delle lesioni aumentava parallelamente al decrescere dello spessore del cuscinetto. Inoltre, è interessante notare come tale spessore diminuiva in modo costante con l’avanzare della lattazione, per raggiungere il minimo al 120° giorno. Il punteggio di condizione corporea era in linea con lo spessore del cuscinetto, così come a un aumento del Bcs (Body condition score) corrispondeva un parallelo incremento di volume del cuscinetto stesso.
È quindi evidente che un’intensa mobilizzazione di tessuto adiposo all’inizio della lattazione costituisce un importante fattore di rischio per la salute del piede. I risultati di questo studio aggiungono credibilità al fatto che l’insorgenza delle lesioni digitali dipende in larga misura da fattori esterni, in primo luogo stabulazione e superficie dura del pavimento. Quando il cuscinetto plantare vede diminuire le sue proprietà di ammortizzatore, il cheratogeno diventa vulnerabile agli insulti meccanici. Ad esempio, all’avvicinarsi del parto la rigidità e la robustezza del tessuto connettivo dell’apparato di sospensione si riduce in modo significativo. Si suppone che questo fenomeno sia dovuto all’attivazione di enzimi e di ormoni caratteristici del periparto, quali estrogeni e relaxina. La relaxina è coinvolta nel rilassamento della cervice e consente ai tessuti che costituiscono il canale del parto di allentarsi. Ne deriva un’indicazione di carattere pratico per gli allevatori: nella fase di transizione oltre all’aspetto alimentare bisogna prestare la massima attenzione al benessere degli animali. Concludiamo ricordando che il pareggio degli unghioni eseguito con regolarità e da personale competente rappresenta uno dei cardini della prevenzione delle patologie digitali. E cosa c’è di meglio di un pareggio «naturale» favorito dal pascolo per la maggior parte dell’anno? La vacca non è nata per camminare sul cemento e quando la costringiamo a farlo le conseguenze sono evidenti.
Fonte: http://www.stalledalatte.informatoreagrario.it

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